Anche nel 2024 i lavoratori dipendenti usufruiranno dello sgravio contributivo già testato nel 2023. La legge di bilancio 2024 ha, infatti, confermato questa misura a sostegno del reddito dei lavoratori che prevede l’esonero della quota IVS a carico lavoratore del 6% e del 7%.
L’art.1 comma 15 della legge di bilancio 2024 riconosce, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di:
– 6 %, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, al netto del rateo di tredicesima;
– 7 %, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 1.923 euro, al netto del rateo di tredicesima.
Pertanto un lavoratore, che nella maggior parte dei casi, ha una trattenuta per contributi Ivs sul cedolino paga pari al 9,19%, nel 2024 in caso di imponibile previdenziale fino a 2.692€ avrà una trattenuta del 3,19%, e per imponibili previdenziali fino ad € 1.923 del 2,19%, mantenendo in entrambi i casi l’aliquota originaria per il computo pensionistico. I lavoratori, pertanto, continueranno a percepire uno stipendio maggiorato, non in misura pari alla riduzione contributiva percepita perché su questa somma vanno comunque calcolate le imposte.I datori di lavoro d’altro canto avranno un modello F24 da versare ridotto in misura pari all’agevolazione Ivs erogata ai dipendenti.
La novità prevista nella legge di bilancio 2024 è relativa al periodo di applicazione della norma. Nel 2023 infatti, la riduzione del carico IVS per i dipendenti si applicava all’intero anno ed alla tredicesima mensilità. Nel 2024 invece, la norma non prevede l’estensione dell’esonero anche alla tredicesima mensilità, per la quale quindi tornerà ad essere applicata l’aliquota ordinaria.
Non sono presenti invece novità sotto il profilo soggettivo di applicazione. L’agevolazione può essere goduta in tutti i rapporti di lavoro dipendente, sia pubblici che privati ed a prescindere dell’assunzione da parte di imprenditori o meno. L’unica esclusione riguarda i soli rapporti di lavoro domestico, che pertanto non beneficiano dell’agevolazione.
Specifichiamo infine che l’agevolazione non rappresenta un incentivo all’assunzione e non è quindi condizionata dall’applicazione dei principi in materia di incentivi, né tantomeno è necessario il Durc, essendo un beneficio per il lavoratore e non per il datore di lavoro.
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