L’ISCRO, acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è una misura di sostegno economico rivolta ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che attraversano un periodo di difficoltà economica a causa di una riduzione del reddito professionale.
Con la circolare n. 84 del 23 luglio 2024, l’INPS ha fornito le indicazioni relative ai requisiti di accesso, alle modalità di calcolo, alla durata e alle procedure per richiedere il beneficio.
Anche nel 2026, i professionisti che soddisfano le condizioni previste dalla normativa possono presentare domanda per ottenere un contributo economico erogato per sei mensilità.
Chi può richiedere l’ISCRO nel 2026?
L’indennità è destinata ai liberi professionisti che esercitano abitualmente un’attività di lavoro autonomo e risultano iscritti alla Gestione Separata INPS.
Possono accedere al beneficio anche i professionisti che partecipano a studi associati o società semplici, purché producano redditi di lavoro autonomo e siano in possesso dei requisiti richiesti.
Per presentare domanda è necessario soddisfare contemporaneamente alcune condizioni:
1. Partita IVA attiva da almeno tre anni
Il richiedente deve essere titolare di una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda. L’attività deve essere quella che ha determinato l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.
2. Riduzione del reddito professionale
Uno dei requisiti principali riguarda la diminuzione del reddito derivante dall’attività autonoma.
Per le domande presentate nel 2026, il reddito da lavoro autonomo conseguito nel 2025 deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi professionali percepiti nel 2023 e nel 2024.
È importante chiarire che la normativa non richiede una riduzione del reddito del 70%, ma che il reddito dell’ultimo anno sia inferiore al 70% della media dei due anni precedenti.
In altre parole, è necessaria una riduzione superiore al 30% rispetto alla media del biennio di riferimento.
Esempio pratico
Supponiamo che un libero professionista abbia dichiarato:
| Anno | Reddito da lavoro autonomo |
| 2023 | € 15.000 |
| 2024 | € 13.000 |
| 2025 | € 8.000 |
La media dei redditi 2023 e 2024 è pari a:
(15.000 + 13.000) / 2 = 14.000 euro
Il 70% di tale importo corrisponde a:
14.000 × 70% = 9.800 euro
Poiché il reddito 2025 è pari a 8.000 euro, quindi inferiore a 9.800 euro, il professionista soddisfa il requisito relativo alla riduzione reddituale.
Naturalmente, per ottenere l’indennità sarà necessario rispettare anche tutte le altre condizioni previste.
3. Limite massimo di reddito
Un ulteriore requisito riguarda il reddito da lavoro autonomo dichiarato nell’anno precedente alla domanda.
La normativa stabilisce una soglia originaria di 12.000 euro, soggetta a rivalutazione annuale sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Per le domande del 2026 occorre pertanto fare riferimento al limite aggiornato previsto dall’INPS per l’anno.
Ai fini della verifica vengono considerati esclusivamente i redditi derivanti dall’attività professionale autonoma, risultanti dalla dichiarazione dei redditi.
In particolare, rilevano i redditi indicati:
- Nel quadro RE, per le attività professionali individuali.
- Nel quadro RH, per i partecipanti a studi associati o società semplici.
- Nel quadro LM, per i contribuenti che adottano il regime forfettario.
4. Regolarità contributiva
Il professionista deve essere in regola con gli obblighi contributivi e con i versamenti previdenziali previsti dalla normativa.
Il riconoscimento dell’indennità è subordinato alla verifica della regolarità contributiva effettuata dall’INPS.
5. Assenza di altre coperture previdenziali obbligatorie
Per ottenere l’ISCRO, il richiedente non deve essere iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria.
Non deve inoltre:
- Essere titolare di una pensione diretta, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa.
- Essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione.
- Percepire prestazioni incompatibili, come NASpI o DIS-COLL.
Queste condizioni devono essere rispettate non soltanto al momento della presentazione della domanda, ma anche durante il periodo di percezione dell’indennità, nei casi previsti dalla normativa.
Quanto spetta con l’ISCRO 2026?
L’importo dell’indennità varia in funzione dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal professionista.
Secondo quanto previsto dalla normativa, l’indennità mensile è pari al 25% della media dei redditi dei due anni di riferimento, calcolata su base semestrale.
Per le domande presentate nel 2026 vengono quindi considerati i redditi del 2023 e del 2024.
La normativa prevede:
- Un importo minimo originario di 250 euro mensili.
- Un importo massimo originario di 800 euro mensili.
- Una durata complessiva di sei mensilità.
Gli importi minimo e massimo sono soggetti a rivalutazione annuale ISTAT.
È importante ricordare che durante il periodo di percezione dell’ISCRO non vengono accreditati contributi previdenziali figurativi.
L’indennità ISCRO è soggetta a tassazione?
Sì. L’indennità ISCRO concorre alla formazione del reddito imponibile secondo le disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. L’INPS applica ordinariamente una ritenuta d’acconto del 20% sulle somme erogate e andrà poi dichiarata in dichiarazione dei redditi.
Come presentare domanda per l’ISCRO 2026?
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso i canali messi a disposizione dall’INPS.
Il professionista può accedere al portale istituzionale utilizzando una delle seguenti credenziali:
- SPID di livello 2 o superiore.
- Carta d’Identità Elettronica (CIE).
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Inoltre c’è la possibilità di presentare domanda tramite gli istituti di patronato oppure attraverso il Contact Center dell’Istituto.
Una volta effettuato l’accesso, occorre individuare il servizio dedicato all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), disponibile nell’area delle prestazioni non pensionistiche.
Durante la compilazione, il richiedente deve indicare i redditi professionali relativi agli anni di riferimento, qualora tali informazioni non siano già disponibili negli archivi INPS.
L’Istituto effettuerà successivamente le verifiche necessarie, anche attraverso il confronto con i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.
Il termine ordinario per la presentazione della domanda ISCRO 2026 è fissato al 31 ottobre 2026.
Si specifica che la presentazione della domanda non comporta automaticamente il riconoscimento del beneficio: l’erogazione resta subordinata alla verifica dei requisiti da parte dell’INPS.
Quali obblighi deve rispettare chi riceve l’ISCRO?
L’accesso all’indennità comporta alcuni obblighi che il beneficiario deve rispettare durante il periodo di erogazione:
- Mantenimento della partita IVA
Il professionista deve mantenere attiva la propria partita IVA durante il periodo di percezione dell’indennità. La cessazione dell’attività comporta la decadenza dal beneficio.
- Permanenza dei requisiti
Durante il periodo di fruizione non devono verificarsi situazioni incompatibili con il riconoscimento dell’ISCRO, come l’iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie o la percezione di determinate prestazioni assistenziali e previdenziali
- Partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale
La normativa prevede che l’erogazione dell’ISCRO sia accompagnata dalla partecipazione del beneficiario a percorsi di aggiornamento professionale. La misura, infatti, non ha soltanto una finalità di sostegno economico, ma intende anche favorire il mantenimento e lo sviluppo delle competenze professionali.
- Controlli sui redditi dichiarati
L’INPS può effettuare verifiche successive sui redditi dichiarati, anche attraverso le informazioni trasmesse dall’Agenzia delle Entrate. Qualora emergano irregolarità o differenze rispetto ai dati comunicati, l’Istituto può procedere alla revisione della prestazione e al recupero delle somme eventualmente percepite senza averne diritto.
È possibile richiedere l’ISCRO ogni anno?
No. L’indennità non può essere richiesta annualmente senza limitazioni.
La normativa stabilisce che l’ISCRO non può essere nuovamente richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della fruizione.
Ad esempio, un professionista che inizia a percepire l’ISCRO nel 2026 non potrà presentare una nuova domanda nel 2027 e nel 2028.
Potrà eventualmente richiedere nuovamente il beneficio dal 2029, a condizione che siano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente.
L’indennità ISCRO rappresenta uno strumento di sostegno per i lavoratori autonomi che, pur continuando a svolgere la propria attività professionale, hanno registrato una significativa contrazione del reddito. La possibilità di ricevere un contributo economico per sei mesi può offrire un aiuto concreto nei periodi di difficoltà. Tuttavia, per accedere alla misura è fondamentale verificare attentamente i requisiti reddituali, contributivi e previdenziali previsti dalla normativa.
Una verifica preventiva della propria situazione fiscale e previdenziale può aiutare a individuare eventuali criticità ed evitare errori nella richiesta.
Studio di consulenza Abaco srl stp
Consulente fiscale e consulente del lavoro

